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20 gennaio: le celebrazioni del Martin Luther King Day

Martin Luther King. Poster ritraente il voto di Martin Luther King

Basterebbe pronunciare le parole “I have a dream” per trasmettere il contenuto di questo articolo.  Ma perché parlarne proprio ora? Si avvicina un’importante festa nazionale statunitense. Quella che cade il terzo lunedì di gennaio. Il Martin Luther King Day. Una celebrazione che non ha una data precisa ma che si aggira attorno al 15. Un omaggio alla nascita del noto pacifista che tanto fece per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani.

Martin Luther King Day

Una ricorrenza introdotta per la prima volta nel 1986 ma alla quale non aderirono tutti gli Stati. Almeno all’inizio. Nonostante la celebrazione fosse oggetto della firma dell’allora presidente Ronald Reagan. Si deve attendere il 1993 perché tutti i territori della Confederazione riconoscano il Martin Luther King Day. Si tratta di una giornata speciale durante la quale si celebrano i successi dovuti all’operato del noto attivista. Così a Los Angeles il 20 gennaio si terrà una parata che porta con sé un carattere vibrante e glorioso. Carri allegorici, band musicali e tanto altro. Un percorso pieno di vita che attrae ogni anno una gran folla lungo un tragitto di 3 miglia. Ma anche un momento per porsi a servizio degli altri, donando il proprio aiuto in svariati contesti. Dalla cura del verde cittadino, al distribuire pasti agli emarginati. Un’occasione in cui far emergere anche il nostro lato più umano e filantropico.

Martin Luther King: chi era?

Nato in Georgia il 15 gennaio 1929, eredita la vocazione di famiglia. Il padre e ancora prima il nonno erano stati pastori protestanti. Inizialmente dubbioso sul suo futuro professionale, tra medico o avvocato, Martin Luther King fu spinto verso la carriera pastorale. E in questo il suo nome dice tutto. Registrato all’anagrafe come Michael King, ugualmente al padre, assunse il nome con cui tutti lo conosciamo a seguito del viaggio paterno in Germania. Correva l’anno 1934 quando Michael King Senior rimase affascinato dalla figura del riformatore tedesco Martin Lutero. Un destino inevitabile, segnato forse anche dall’importante nome. Nel 1984 si diploma in sociologia presso un college per neri, eloquentemente battezzato “Morehouse”. Prosegue poi gli studi in teologia e filosofia e nel contempo si fidanza con una ragazza bianca, scontrandosi così con tutte le limitazioni del caso.

Martin Luther King. Foto storica in cui viene siglata la Legge sui Diritti Civili
Foto di WikiImages da Pixabay

Pochi anni dopo si sposa con Coretta Scott, una donna di colore, con la quale formerà una numerosa famiglia di ben quattro figli. Intanto la sua carriera professionale lo vede fin da subito impegnato in una delle zone in cui la discriminazione raziale è tra le più intense. Accetta infatti l’incarico presso la Montgomery Church in Alabama, stato a sud degli USA in cui diventa membro dell’Association for the Advancement of Colored People. Sempre qui si svolge una tra le sue azioni più tenaci, quando reagisce al caso di Rosa Parks boicottando il sistema dei trasporti cittadini. La donna infatti si era rifiutata di cedere il proprio posto in bus ad un uomo bianco e per questo venne arrestata. Ma nel 1956 la Corte Suprema giunse a stabilire che le leggi inerenti le segregazioni sui mezzi di trasporto erano anticostituzionali. Un primo passo che aprì la strada verso nuove conquiste.

Grandi traguardi

La forza, il coraggio e la tenacia. Ma anche l’orientamento pacifista. Martin Luther King si ispirò all’operato di Ghandi, guidando lotte non violente. Nel 1964 ottenne il Premio Nobel per la Pace a soli 35 anni. Ma la dura realtà con cui si “scontrava” lo portò più volte ad essere arrestato oltre al subire varie aggressioni. La sua voce si fece sentire anche dal carcere attraverso le note Lettere from a Birmingham Jail, che divennero poi manifesto del movimento per i diritti civili. Tra manifestazioni e proteste, le sue azioni volte a cambiare lo stato delle cose si incontrarono inevitabilmente con la politica. Diversi i Presidenti con cui si interfacciò.

Martin Luther King. Pavimentazione con lastra commemorativa del discorso "I Have a dream"
Foto di Adam Clay da Pixabay

A Washington nel 1963, dove tenne il famoso discorso “I have a dream” in occasione alla marcia per il lavoro e la libertà, incontrò John Fitzgerald Kennedy. Molti importanti traguardi vennero raggiunti grazie al suo operato. Azioni tenaci spinte da un ideale che lui stesso definì “un sogno” e che lo portarono ad esporsi molto. Il 4 aprile 1968 Martin Luther King fu assassinato a Memphis sulla terrazza dell’hotel in cui alloggiava. Terminò così improvvisamente una vita che fece la differenza per molte altre, donando il lascito di un futuro migliore da alimentare costantemente tutt’oggi, affinché le battaglie condotte nel passato non vadano perdute.

20 gennaio: le celebrazioni del Martin Luther King Day ultima modifica: 2020-01-17T09:00:00-05:00 da Sabrina Cernuschi

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