Viaggiare in Italia, cosa detestano i turisti americani quando arrivano in Italia? E’ bene affrontare un argomento simile e farlo senza spocchia e senza sterile campanilismo. Abbiamo abitudini e stili di vita molto diversi, tuttavia per salvaguardare il turismo, qualche sforzo da parte nostra va fatto.
Viaggiare in Italia
I nostri connazionali negli Stati Uniti hanno spesso modo di parlare con la gente e capire cosa piace e cosa non va. A prescindere dai torti o dalle ragioni, il cliente si sa, ha sempre ragione, quindi andare incontro al turista o cercare di capire le sue esigenze, non può che essere utile per le nostre finanze. Alcune cose che i turisti statunitensi non amano e che non potremo mai cambiare, sono le strade troppo strette, poiché da noi sono nate prima le strade e poi le auto.
Del resto abbiamo borghi millenari e allargarli sarebbe un tantino ostico. Consigliare di noleggiare bici, e scooter, non solo è una soluzione divertente, ma muove un po’ l’economia. Invece quando un turista americano chiede al tavolo del ristorante del ghiaccio, si aspetta un secchiello intero e vedere arrivare solo un paio di cubetti, li stupisce o li indispettisce, come se fossimo taccagni.
Caffè al caramello
Gli statunitensi al ristorante poi sono abituati a piatti molto grandi e a porzioni molto abbondanti, anche doppie rispetto a noi. Anche la prima colazione nostra, la giudicano esigua e non abbastanza ricca e dolce. Generalmente vedono arrivare il cameriere con un grande piatto con dentro tutta la cena. Mangiano pollo, spaghetti e verdure con patatine tutto in un piatto. Non bevono spesso il caffè come noi, ma girano con bevande al caffè lungo diluito con liquidi dolciastri al caramello o nocciola. Non è il caso di alzare il sopracciglio.
Se desiderano un caffè a modo loro, lasciamoli fare. Capisco inoltre che per molti di noi sia strano, ma chiedere ed esaudire i desideri dei clienti non mi sembra una cattiva idea per la nostra economia. Inoltre se un turista americano chiede del ketchup da mettere sulla pasta non alziamo gli occhi al cielo.
Cappuccino a cena – viaggiare in Italia
Dopo tutto se ha fatto sempre così e se lo mangia lui e il conto lo paga lui, possiamo chiudere un occhio no? La stessa cosa dovremmo fare se ci chiedono un cappuccino a cena tra una portata e l’altra. A Los Angeles alcuni pizzaioli italiani si sono adattati a fare la pizza all’ananas. Capisco che sia sconvolgente per alcuni di noi, ma nessuno ci obbliga a mangiarla giusto? Gli americani poi non apprezzano zone in cui non c’è aria condizionata e da noi non è ovunque.
A volte è per via di strutture antiche, basta spiegarsi, offrire dei condizionatori che si possono spostare e andare incontro al cliente. Un turista statunitense inoltre non capisce perché l’acqua del rubinetto è un problema da portare al tavolo e dovremmo andargli incontro anche in questo. Usano dei bicchieri molto grandi e trovano strano vedere tazzine e bicchieri molto piccoli.
Ketchup sugli spaghetti
Molti si lamentano dei mezzi di trasporto che non arrivano ovunque e dei collegamenti, per non parlare degli scioperi. Noi sappiamo che alcune zone in Italia sono mal collegate e la segnaletica a volte non è aggiornata. Dovremmo ottimizzare questo settore nell’interesse di tutti. Mentre per gli scioperi la cosa è un po’ diversa.
Si tratta di un diritto del lavoratore. In ogni caso, non dovrebbe farne le spese un turista che ha attraversato l’Oceano. Inoltre, spesso gli americani arrivano con tutta la famiglia, bimbi compresi. Spesso negli alberghi, gli americani si aspettano un ottimo servizio babysitter, cosa che per loro è normalissima quando vogliono prendersi una serata senza figli.
Da noi non è scontato avere un servizio simile e di alto livello. Un ragazzo o una ragazza che dovrebbe occuparsi dei bambini, dovrebbe anche conoscere bene la lingua. Anche questo non è un lato affatto trascurabile.

